La fotografia come arte minore


Sabato ero in giro per la bellissima Napoli e non ho potuto fare a meno di passare per un paio di librerie.

Le mie solite tappe sono al reparto di arti grafiche e fotografia. Mentre scorrevo con gli occhi i titoli e le copertine, ho controllato in quale sezione fossero posti alcuni volumi di fotografia. E in alto ho trovato la risposta: «Arti Minori».

Non ci credevo: non poteva essere. La fotografia non è un’arte minore. O almeno io non la reputo tale. Mi stavo chiedendo la ragione per cui avessero posto quelle raccolte tra le arti minori e non avessero una sezione dedicata alla fotografia.

Io sono andato direttamente in quell’area perché conosco quella libreria e so dove hanno i libri di fotografia, ma non avevo mai badato alla scritta. Ero molto incredulo ed ho quindi guardato le altre aree vicine.
Come in molte altre librerie in giro per l’Italia, in prossimità di quello scaffale c’è l’architettura e accanto c’era anche la fotografia. Qualcosa non mi tornava. Perché allora alcuni libri di fotografia erano nella sezione giusta, e altri in “arti minori”? Probabilmente, mi sono risposto, perché non avevano spazio nella sezione fotografia ed avevano sconfinato nelle arti minori.

Però questo episodio mi ha fatto riflettere quanto il giudizio circa la fotografia sia molto variabile tra le persone. Per alcuni la fotografia è arte solo se in bianco e nero, e quando è costruita ad arte, ma non lo è in generale. Anche io non considero artistiche le cosiddette foto ricordo, scattate con una compatta o con una reflex, non fa differenza quando chi scatta lo fa senza pensiero.
Ma questo perché io considero artistico qualcosa realizzato con l’intenzione di raccontare qualcosa, e non solo per registrare un evento “come capita”.

Alla fine sono uscito da quella libreria senza acquistare nulla, ma con un po’ di idee per realizzare un piccolo lavoro, proprio legato alla fotografia.