Un mito da sfatare: OpenSource = gratis

Il primo mito che bisogna sfatare è quello che il software “OpenSource” è gratuito.

OpenSource è un software il cui sorgente è aperto, ovvero disponibile per lo studio e la modifica. Generalmente si fa riferimento al software OpenSource come software libero.
Ed è da questa associazione che è nato il mito errato.
Noi italiani non avremmo motivo di confondere gratis con libero, ma poiché la filosofia alla base del mondo opensource è nata negli USA, lì gratis e libero vengono tradotti con la medesima parola: free.

Ed ecco che “free software” si presta ad un’ambigua traduzione ed interpretazione, tanto da far coniare un nuovo termine: OpenSource. In ogni caso anche se “software OpenSource” non è un sinonimo di “software Libero”, le due tipologie camminano spesso assieme, se non a braccetto. Ma avremo molte occasioni per ritornarci.

Ecco tre esempi che chiariscano le differenze tra software gratuito e OpenSource

Avast è un antivirus gratuito (per determinati usi) ma non OpenSource.

XChat è un’applicazione OpenSource per chattare su IRC, ma per gli utenti windows non gratuita.

OpenOffice è un’applicazione da ufficio OpenSource e gratuita.

La domanda sorge spontanea: perché dovrei pagare se ho a disposizione i sorgenti?
La risposta è duplice:
1) è una volontà dell’autore che ha più diritti di noi utenti
2) non tutti sanno cosa farsene dei sorgenti.

Mentre il primo è quello moralmente più forte, il secondo lo è nella pratica.